Pubblicato da: blanconejo | 7 luglio 2019

Del soccorso in Mare

Questo post vuole presentare solo la visione marinara del soccorso marittimo. Avendo letto per l’ennesima volta baggianate circa la Sea Watch e anche sui successivi salvataggi dalle coste libiche a quelle italiane, può tornare utile a quei 60 milioni di esperti nautici che vuol essere un Popolo di navigatori per riempire le chiacchiere del bar con un minimo di competenza.

  • Le Leggi di navigazione sono sovranazionali. Abbastanza ovvio, dato che in mare aperto non si trovano i cartelli con le uscite come in autostrada. In Mare il concetto di Nazionalità perde buona parte del significato.
  • I Porti sono normalmente aperti, le rotte e gli scambi commerciali rappresentano ricchezza per le Nazioni, quindi si
    chiudono solo in caso di guerra.
  • La bandiera che batte una nave è quella dove è stata registrata l’imbarcazione, fate conto la sua carta di circolazione. Come avviene per le auto, nulla vieta di circolare in acque territoriali di altri
    Paesi.

Veniamo al soccorso marittimo, che è obbligatorio. Quando vi sono esseri umani in pericolo di annegamento o in naufragio o con mezzi insufficienti, al mancare al dovere di soccorrere si va davanti al Giudice per omissione di soccorso. La condanna si ha sempre in questi casi.
Il soccorso inizia con delle manovre che consentano di issare i naufraghi a bordo in tutta sicurezza, lontano dalle eliche di propulsione inattivate per l’occasione e con l’aiuto di tutto l’equipaggio.
Il soccorso finisce, ATTENZIONE, quanto TUTTI i naufraghi e l’equipaggio sono in sicurezza sulla terraferma. (questa è una delle domande d’esame meno facili per il conseguimento della patente nautica)
Dove è sicuro lo stabilisce il comandante della nave il quale conosce le condizioni del mare e anche quanto carburante c’è nei serbatoi. Pertanto deve essere sicuro di poterci arrivare.
Una volta a terra, scattano eventuali rivalse economiche a carico dei naufraghi ed hanno effetto legale (ecco anche perché certe cose si fanno tramite le ONG umanitarie)
Quindi, tra quando vengono avvistati i naufraghi e quando questi sbarcano a terra, l’operazione di soccorso è in atto.

Ad un’operazione di soccorso si può solo partecipare sotto il coordinamento della nave che presta il soccorso o quello della Guardia Costiera. Non si può ostacolare l’ operazione di soccorso, si incorre
in un reato simile all’omissione anche se punito più lievemente.

Caso Sea Watch 3 . La Comandante effettua un’operazione di soccorso in acque libiche e si dirige verso quello che ritiene un porto più sicuro, quello di Lampedusa. Tutto quello che è successo da quel momento
fino all’attracco è operazione di soccorso in Mare. Tutto ciò che ha ostacolato l’arrivo in Porto della Sea Watch 3 è “ostacolo in operazione di soccorso“. Per questo sono passibili una serie di soggetti però,
se nessuno li incrimina, pace.

Come leggete, le cose per la Legge marittima stanno in modo nettamente diverso da come ce le han propinate i Media. Sea Watch 3 non crea nessun precedente, lo creerebbe in caso in cui fosse stata sanzionata la
comandante. Infatti, la Legge di navigazione deve far sì che convenga pure prestare soccorso in mare, altrimenti qualcuno tirerebbe dritto, pur sapendo di rischiare.

Definizioni come “nave da guerra” qui non c’entrano niente, dove stanno i cannoni? Forse quelli che si sono fatti coloro che han partorito questa cavolata. Una nave è da guerra quando è in guerra. Così come un peschereccio è tale quando sta pescando: quando ha ritirato le reti torna una normale barca a motore. Conta agli effetti delle precedenze.

Questo è quanto andava detto e sempre dal punto di vista della Navigazione. Non entro in tematiche socio-politiche che questo post non tocca volutamente. La Politica potrebbe pronunciarsi a livello europeo con una pianificazione che faccia sì che la gente che scappa non debba morire in mare per aver inseguito una speranza. Bene se lo farà, altrimenti il Mare non sta a aspettare i comodi di nessuno.

Carola Rackete – Comandante Sea Watch 3
Pubblicato da: blanconejo | 2 giugno 2019

più case vacanze

Ecco un altro argomento molto caro a noi Italiani, quello dell’alquiler vacacional ossia l’attività delle case vacanze. Che convengano più o meno quanto l’affitto a un residente (anche connazionale) è risaputo, per chi ci vive. Ne parlano con franchezza anche molti Immobiliaristi locali, era un tipo di attività fiorente con gli Inglesi che affittavano a loro connazionali case non troppo vicino agli alberghi però in comprensori autonomi con piscina e magari un supermercato vicino. Poteva andare bene quando le case si trovavano facilmente, ora che vi è una forte affluenza e che tutti vogliono vivere in posti turistici l’offerta immobliare è stretta e i prezzi sono lievitati grazie anche ad una bolla speculativa che la ha gonfiati per benino. Questo succede alle Canarie ma è successo anche alle Baleari, Ibiza specialmente. Anche a Ibiza si può affittare a turisti solo dopo aver ottenuto una concessione e dopo aver ottemperato a tutta una serie di richieste. Poi c’è l’attività da registrare e le tasse da pagare. Alla fine, se non gestiamo tutto personalmente, i maggiori ricavi vengono annullati dalle spese
che inevitabilmente questa attività paralberghiera comporta. A Ibiza, dicevo, Booking.com ha mandato una lettera ai proprietari di case, non necessariamente autorizzate come VV (Viviendas Vacacionales) invitandoli a mettere in affitto gli appartamenti tramite la loro infrastruttura, con tanto di codice promozionale. Qui, è l’articolo < click >
Dunque, chi è che vi propone le case vacanze come attività? Nel caso di Booking è chiaro : qualcuno che gli conviene. Però quando siete alle Canarie, magari in vacanza, tanto chiaro non appare.
A molti capita di avvicinarsi a qualche Immobiliare con la semplice curiosità di sapere quanto costa un appartamento alle Canarie e sentirsi subito prospettare la rendita sicura a fronte di un investimento di un 100-150 mila euro. Sgombriamo subito il campo da un luogo comune: l’investimento sicuro non esiste è utile ribadirlo, visto che sono in molti ancora ad abboccare. Con i vostri 150mila euro farete guadagnare oltre all’Agente immobiliare una percentuale (dipende da quanto è onesto) anche il Notaio, la ditta di ristrutturazioni e tutto l’indotto che genera l’acquisto di un immobile. Se vivete in una grande città italiana la cifra vi sembrerà bassa e il sogno a portata di mano. Da questo sogno però vi potreste svegliare con l’affanno di non riuscirvi a ripagare l’investimento e dover rivendere a vostra volta andando a alimentare nuovamente questo che, avrete capito, è un fiorente mercato.
Concludo che chi scrive non è assolutamente contrario all’alquiler vacacional, anzi è un valido modo per diversificare l’offerta ricettiva e mettere il sale sulla coda degli albergatori, altra fiorente categoria. Quello che ancora non si è trovato è un equilibrio che consenta innanzitutto ai residenti di trovare una casa, ai turisti di trascorrere una vacanza vivendo come un locale (che è il turismo che preferisco) e agli albergatori di avere clienti.

Pubblicato da: blanconejo | 2 marzo 2019

trasferirsi?

Lungi da me l’idea di raggruppare in categorie coloro i quali vogliono trasferirsi alle Canarie, ritengo però doveroso fare qualche puntualizzazione in modo che sia più chiaro lo spirito col quale va affrontato il trasferimento.

Vi piace il Mare. Beh, credo che questo sia uno dei motivi più importanti anche se da solo non basta. La passione per il mare, gli sport connessi con una Natura generosa e a tratti selvaggia, vi faranno venire sempre più voglia di restare alle Canarie. Da quanto vi riconoscerete nelle descrizioni a seguire può dipendere anche la probabilità che avete di “attecchire” nell’Arcipelago.

Giovani e giovanissimi. La fascia di età 20-25 è la meno presente alle Canarie e anche la più ricercata dai datori di lavoro. In cambio è richiesta una forte adattabilità a una vita non sempre facile unitamente al parlare più lingue. Se fate parte di questa categoria, avete studiato Lingue o Turismo e volete scrivere un’esperienza sul vostro curriculum, questa sarà di sicuro un’occasione utile e rivendibile sia che rimaniate sia che decidiate di rientrare in Patria. Le Canarie vi ripagheranno con uno stile di vita molto più “easy” e tante spiagge dove prendere il sole e fare surf.

Pensionati. Per una coppia di pensionati (con due buone pensioni) l’Arcipelago offre molte possibilità. Prendendo tutto con le molle, visto che gli affitti sono ultimamente lievitati e il costo della vita sta raggiungendo la media europea, l’idea di trascorrere una serena vecchiaia è ancora perseguibile. Va visto bene come fare, se avete o meno proprietà in Italia, in linea di massima è quasi sempre fattibile. A patto però che stiate in buona salute in quanto la Sanità sia pubblica che privata non è ai livelli di quella italiana.

Chi già lavora su Internet. Chi utilizza la rete per lavorare e vive di questo, può pensare di delocalizzare la propria attività alle Canarie. Vi è qualche vantaggio fiscale, ma è la qualità della vita che in questo caso rappresenta il vero passo avanti. Da calcolare che la connessione potrebbe costare qualcosa in più, ma il solo risparmio di non avere bisogno del riscaldamento copre sia i costi di connessione che di energia elettrica. Tuttavia NON è indicato generare criptovaluta. Se commercializzate merci, attenzione alla Dogana che si paga anche tra l’Arcipelago e la Penisola iberica.

Chi ha un mestiere correlato con le auto potrà trovare una buona richiesta di riparazioni, essendo le macchine del luogo più vecchie della media europea. Non è difficile aprire un’officina, però bisogna fare i conti con i pezzi di ricambio che possono tardare anche molto ad arrivare.

Vediamo adesso chi potrebbe avere problemi a restare alle Canarie.

Desperados: chi scappa dall’Italia o da equitalia, vende tutto e apre ristoranti pensando di portare la “vera cucina italiana” pur avendo fatto tutt’altra attività, si ritroverà a fare i conti con la concorrenza che è veramente tanta. Conti che difficilmente torneranno. Da desperados a fracasados il passo è veramente breve.

Furbetti : quelli che pensano di essere più furbi degli altri, gli improvvisati, coloro che cercano di sopravvivere rifilando sòle a connazionali. Non durano molto, la realtà canaria è abbastanza piccola per cui, una volta fatta una cattiva reputazione, si potranno spostare due-tre volte sempre con minore possibilità di successo.

Cercatori d’oro. l’Eldorado se esiste non è alle Canarie. Non fatevi illusioni, chiunque vi prospetti l’investimento con il guadagno facile e sicuro, non sta facendo nulla di diverso di quello che fanno i furbetti di cui sopra. In questo caso, fallire gli obiettivi potrebbe portar via anche i risparmi di una vita. Perciò, ancora una volta, fate – molta – attenzione. Quando ci si vuole trasferire in un paese straniero lo si deve scegliere con quella consapevolezza che deriva solo da un vero e proprio studio personale del posto, delle leggi, delle usanze e della lingua.

Pubblicato da: blanconejo | 10 novembre 2018

Amplifier

New self-built v-FET power amplifier 

This amplifier comes out to celebrate 40’s anniversary of the v-FETs components invented by Jun Ichi Nishizawa that acts like Field Effect transistors but with more power. 

A couple of v-FET, the Sony 2SK82 – 2SJ28

With these components the goal is the linearity and the sound that is very close to the tube one ‘cause the Field-effect acts with a quadratic law beteween Voltage/Current. Driving these End line with a few other active components I obtained a Tube alike sound just using solid state components.

v-FET’s Driver unit


👋

Pubblicato da: blanconejo | 16 settembre 2018

mafia fu

Mafia Capitale : ribaltata la sentenza di primo grado.

E meno male che se ne sono accorti, non serve essere personaggi da film per fare i mafiosi.

 

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_settembre_11/mondo-mezzo-raggi-bunker-rebibbia-la-sentenza-d-appello-d10bce3c-b5b4-11e8-827a-b1abf87e7dca.shtml

Pubblicato da: blanconejo | 6 giugno 2018

Non è Stato.

Adesso che il nuovo Governo si è installato, sembrava una sofferta installazione Micro$oft, vi dovrete sopportare queste mie considerazioni. Intanto, in Europa i partiti degli esecutivi che avevano governato non hanno avuto successo alle elezioni, è un dato di fatto.
Ma veniamo il caso nostro: Renzi, o meglio quello che piaceva all’Europa. Molti hanno criticato le sue scelte, atri meno, tutti sono d’accordo che ha governato con la simpatia di un brufolo nel culo. Ecco, qui potrebbe partire il titolo originale del post “NON AVETE CAPITO UN CAZZO” autocensurato prima del fatidico enter. Non è che i’Renzi ha fatto delle scelte tenendo conto delle problematiche che stava vivendo la popolazione, quella era l’ultima preoccupazione. Ha governato con l’obiettivo di rivendere bene il nostro debito pubblico. Il che vuol dire vendere i titoli di Stato a basso tasso d’interesse e, se per fare questo bisogna salvare qualche banca, nessun problema i soldi si trovano. Viene il ragionevole dubbio se abbia governato lui o gli investitori, in ogni caso questi han influito pesantemente e continuano a farlo. Se è stato etico mandare a puttane i risparmi dei vecchietti che avevano alacremente lavorato una vita per ritagliarsi
un margine di sicurezza con quel gruzzolo, non credo, di certo è stato poco etico lo Stato.
C’è poco da sbandierare 80euro quando la gente arriva al 18 del mese.
Okay, perse le Elezioni, questa pseudoSinistra avrebbe forse avuto un’occasione di ripescaggio. Mattarella gliel’ha data e ha fatto bene, c’erano parecchi punti di contatto tra i due programmi, bastava togliere una cazzata dell’uno e una dell’altro, si sarebbe fatto un programma unificato.
Alla fine qual è stata la risposta? Picche : il cinquestelle non piace ai renziani. Sono stati trombati alle Elezioni e si possono lamentare? Non mi pare proprio. Però lo hanno fatto consegnando il Paese ad un governo metà cinquestelle e metà lega. Minchia. Stavolta è il caso di dirlo: abbiamo il Governo più di destra per gli errori della Sinistra.

Sarebbe stato di Sinistra salvare le Banche e anche statalizzarle, ripartendo un azionariato diffuso sui risparmiatori, sarebbe stato di Sinistra garantire la pensione a chi era già nel mondo del lavoro cambiando le cose per le new entry che il
lavoro lo avrebbero così trovato grazie al ricambio generazionale. Sarebbe stato di Sinistra recepire il Jobs Act all’interno dello Statuto dei Lavoratori per quello che poteva essere compatibile solo con referendum tra gli stessi e sarebbe anche Stato rispettare la Legge 300/70.
Così non è Stato, e forse la gente se n’è un po’ accorta.

Ora, da questo nuovo Governo mi aspetto : che sia promosso solo l’investimento etico nel nostro Paese e che si dica chiaramente che i soldi per fare tutte le belle cose che promettono sarà preso tassando il patrimonio inutilizzato, cioè quell’accumulo di beni che non viene rimesso in circolazione tramite
cessioni, affitti, etc..
Allora sì, ci sarebbe uno Stato.

Pubblicato da: blanconejo | 6 Mag 2018

Antisola – Consumatori attenti

ORA CI SI METTONO PURE I COMITATI PER I CONSUMATORI

 

sì, avete letto bene, un comitato che dovrebbe occuparsi di difendere i consumatori ha da poco diffuso una pagina che troverete facilmente digitando “sportello sos canarie” su un motore di ricerca dove tra le altre cose rende pubblici i prezzi dei propri servizi :

Per ottenere il NIE bianco: € 150 + spese vive
Incontro di consulenza per pensionati € 150
Incontro di consulenza per investimento immobiliare € 200
Incontro di consulenza per imprenditori da € 500 a € 1.000

Veniamo al dunque:
alcuni periodici hanno scritto che questi costi “sono abbordabili” o “comunque ragionevoli” scrivendo una enorme cazzata. Qui l’errore è semplice : il metro italiano. In Italia per qualsivoglia parere partono già 100 euro di tasse, figuriamoci se queste non vengono ribaltate sul consumatore. Alle Canarie un libero professionista può aprire una posizione fiscale con €50 per il primo anno quindi queste “superconsulenze” di questi “super professionisti” non possono certo costare cifre del genere. In un posto dove con 50€ un dentista mi ricostruisce un dente, starò ben attento a chi mi offre solo parole in cambio del triplo di questa cifra. Ovvio, ma è più chiaro stando sul posto e vedendo bene come girano le cose.

Inoltre certe professioni alle Canarie sono deregolamentate dallo scorso 2015. Questo vuol dire che io mi posso alzare la mattina e decidere di essere un operator turistico o un asesor inmobiliario esattamente come dare lezioni di surf, questo è un particolare non trascurabile da tener presente sempre.

Su come riconoscere un vero asesor da un comune faccendiere, non vi sono molte raccomandazioni  al di là di quelle che sono già date su questo blog. La presenza di un ufficio e della hoja de reclamacion sono caratteristiche basilari, come avevamo detto. Inoltre, verificare da quanto tempo il consulente è sul posto di certo è utile, molti quando hanno bidonato abbastanza gente cambiano luogo per ricominciare a erogare sòle a nuovi malcapitati. Per il resto quando si tratta di lavori immateriali bisogna sempre stare in campana : mentre un elettricista che non ha lavorato al meglio si vede quando salta qualcosa mettendo tutto sotto carico, quando invece abbiamo comprato una casa e scopriamo che non era vero che la potevamo affittare a turisti, ormai il danno è fatto non resta altro che spargere la voce che chi ce l’ha proposta è uno che vende palle a prezzo d’oro.

I prezzi di cui sopra, sono dunque assolutamente improponibili e, anzi, vanno a beneficio di quei faccendieri che in loco pretendono somme a tre cifre per cose che potreste farvi anche da soli.

Tornando alle Associazioni di Consumatori italiane è abbastanza ovvio che non vi potranno rappresentare in Spagna, questo è proprio per legge, se non tramite avvocati spagnoli che voi stessi pagherete fior di soldoni. Quello che invece potete fare è sondare le realtà già presenti in loco, vi sono molte Asociaciones a protezione dei diritti dei Cittadini, alcune anche molto economiche, dove potete anche svolgere corsi di Spagnolo e iniziare così ad integrarvi. Per fare questo, ovviamente, dovete andare sul posto. Visto che sono luoghi ameni, non farete certo danno.

Pubblicato da: blanconejo | 2 marzo 2018

vengo dopo il PD

Trent’anni fa davvero non avrei pensato che mi sarei ritrovato qui davanti ad un monitor a lamentarmi della politichetta dell’italico paesello. I monitor (Memorex) servivano per lavorare, non per cazzeggiare. A quanto pare, doveva andare così.
Mi spiego, negli Anni del Pentapartito insieme a tante c’era l’illusione che il voto potesse cambiare qualcosa. Ora abbiamo un loop autoreferenziato tra politica, imprenditoria e media, quest’ultima ferocemente agganciata alle prime due le quali a loro volta si cibano bulimicamente di esposizione mediatica. Somiglia molto al ciclo uomo-granchio-uomo delle favelas brasiliane, cercatelo sul web lo troverete assai interessante. Qui all’Estero sono arrivate da tempo le schede elettorali, uno dei commenti più lusinghieri è stato “peccato che non è buona la carta” forse troppo rigida. Si vota con una legge elettorale di merda, senza poter fare nemmeno un nome, tranne il candidato nel collegio uninominale che è fisso così come tutti quelli collegati alle liste sottostanti. L’INVALSI della politica eccola qui, in tutto il suo splendore.
Non consente di esprimere nessuna preferenza. Già è tutto sistemato, dunque, per la bisboccia del prossimo 5 marzo. Tutti dichiareranno di aver vinto, il Nano malefico già lo ha fatto, qualcuno ha già portato i nomi della squadra di governo al Quirinale, tutto pronto per la festa, bisogna solo tagliare la torta. Bene, la cosa che forse passa inosservata è che comunque voteremo non cambierà proprio nulla. Il prossimo Governo seguirà le orme dei precedenti, divenendo Vassallo del Merkelato e magari strizzando un occhio al biondo americano, meno male che Ivanka ha preso della madre.
Vediamo, innanzitutto vi è una rottura del bipolarismo, vi è stata una campagna avvelenata contro questo terzo polo quasi fosse il nemico da combattere, tutta fuffa. Quello che hanno in comune le tre formazioni  è che ognuno mira a proteggere delle entità colpite dalla crisi. E ci sta tutto, intendiamoci. Con la crisi che ancora c’è, badate bene, la politica deve aprire il suo ombrello e farci stare più gente possibile sotto.
Uno schieramento vuole proteggere le Categorie, roba di fascistiana memoria ma questo è, un altro vuole proteggere i Mercati, alcuni dei suoi ispiratori si rigirerebbero nella tomba, e il terzo vuole proteggere le Persone. Senza scrivere un trattato di economia vi spiego l’ultima di cosa si tratta. Prima dell’euro avevamo la possibilità di stampare valuta. Stampavamo, appaltavamo una grande opera, la gente ci lavorava, si creava indotto e le vecchie lire ritornavano in buona parte sotto forma di tasse. Adesso non possiamo più emettere valuta quindi dobbiamo trovare un sistema che rimetta rapidamente in circolazione quella che c’è . Se riusciamo ad assegnarla a chi ne ha più bisogno questi se la va a spendere subito generando indotto. Ovvio che non sarebbe facile applicare una cosa del genere, che servirebbero anche altre misure, ma si può fare.
Già lo fanno in tutta Europa in una forma o nell’altra. Nulla di nuovo, dunque. Questa sarebbe l’unica novità per la quale forse varrebbe la pena andare alle urne. Io ho già votato, or tocca a voi. Qui sotto, un breve tutorial per la votazione

Pubblicato da: blanconejo | 17 settembre 2017

Antisola – brevi consigli

Dei brevi consigli, se volete mollare tutto e andarvene dall’ Italia, sono riassunti in questo video :

Pubblicato da: blanconejo | 1 agosto 2017

Potere parallelo capitale

Intanto, voglio che stiate tutti tranquilli in quanto a Roma non ci facciamo mancare nulla. Compresa la mafia. Forse arrivano in ritardo i pizzini per via del traffico, ma vi posso garantire che la mafia a Roma c’è ed è ben radicata. Vediamo come.

Innanzitutto i numeri. Roma conta su quasi tre milioni di Cittadini censiti ed un congruo numero che proprio censiti non sono. La mafia sta sia dall’una che dall’altra parte, la prima in quanto fornisce ghiotte occasioni per il moltiplicatore economico, la seconda perché sommerse le persone si occultano anche attività e introiti non proprio puliti. Sempre con la parte che sta sotto la luce del Sole si fanno begli affari, dicevo. Basta cambiare il modello delle lampadine dell’illuminazione pubblica, per esempio, o aumentare qualche voce della bolletta elettrica ma anche l’acqua, ultimamente sotto i riflettori, non fa altro che trattare i Cittadini di quella che dovrebbe essere una Caput Mundi che non c’è più come un bancomat dal quale prelevare un bel gettito di soldi alla bisogna.

Pensiero diffuso. Il Romano medio è per certi versi come recitava Alberto Sordi e anche un po’ alla Verdone: tira a campare e si lamenta più per sfogo che con l’intenzione di introdurre un cambiamento. Quando un Francese s’incazza, lo fa invece per generare un impatto, tanto è vero che a Roma non sono mai state fatte rivoluzioni. Più che per pigrizia, forse per quella convinzione comune che tanto non ci si può fare niente e che ostacola così la diffusione delle idee e la loro concretizzazione in quei movimenti di lotta che da sempre hanno caratterizzato le forme attive di progresso civile.

Ottusità cronica. Come scrivevo sopra, queste convinzioni sono stratificate in generazioni intere di Romani, costituendo sia la base di una presunta saggezza popolare tipo Sora Lella che cela in realtà un senso di rassegnazione facilmente riscontrabile nel comune intercalare sulla scia del “si stava meglio quando si stava peggio” – “Ah, quando c’era questo” – “Ah, quando c’era quello“…

Presenza di uno Stato estero. Sembra banale, ma un Popolo che tollera sul proprio territorio una presenza ingombrante di uno stato ingerente come quello del Vaticano, tollera anche altri tipi di ingerenze.

Questo è il substrato sul quale si è sviluppata Mafia Capitale. Poi che un giudice lo riconosca o meno, che dire, una persona può sempre sbagliare. Attendiamo le motivazioni della sentenza che saranno pubblicate su un congruo numero di pizzini. Mentre cosa più importante sarebbe non fermarsi alle apparenze: la mafia non è quella dell’abito gessato e del sigaro e nemmeno i picciotti che vengono a chiedere il pizzo con la lupara. Ormai si sono messi il colletto bianco e sono ben presenti negli organigrammi aziendali. Sono quelli che pilotano appalti, che passano sopra alle norme di sicurezza, che trattano a pesci in faccia tutti, etc… L’elenco è lungo.

Bene, analizziamo l’ultima cronologica faccenda romana, il tema dell’acqua. Siccità ce ne è già stata, solo che ora c’è una concomitanza singolare : 1) Presenza di un terzo polo politico nella Giunta capitolina dopo una disastrosa alternanza tra destra e sinistra 2) Conseguenti salti di poltrone fino ad ora intoccabili come l’ex presidente di Acea, piazzato dalla ex giunta di destra 3) Permanenza nella Regione Lazio di una giunta (sedicente) di sinistra. Ora, se fosse rimasto lo stesso pres. gran. lup. della multiservizi o Giachetti al Campidoglio ci sarebbe stata tutta questa cagnara ? Secondo me no. Quindi dal mio punto di vista a Roma c’è un “sistema” che oppone resistenza ad ogni tipo di cambiamento, anche coi ricattucci. Qui iRrenzi ha poco da sparlare : gli amichetti (privati) ce li volevano portare loro a Roma, era scritto nel programma.
Anche questo come si chiama?
Però, devo ammettere una cosa : la piaga più grande di Roma che non si dovrebbe nemmeno nominare dopo la siccità, mi vergogno a dirlo, è il traffico! Per citare Benigni.

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