Pubblicato da: blanconejo | 13 ottobre 2014

è vivo e lotta con noi

C’è chi dice che i blog sono morti. Non è poi così vero. Magari, da quando si bloggava proprio di tutto, sono diventati blog di nicchia dove gli argomenti sono più selezionati. O hanno seguito i cambiamenti del blogger, nuovi interessi, nuove sfide. Si cambia, che lo vogliamo o no, siamo tutti soggetti al mutare del tempo. Questo blog è vivo e lotta con noi.

Ebola è una realtà pure in Europa grazie anche ai tagli alla Sanità che tutti i diligenti Stati membri (si noti la parola “membri“) hanno effettuato in tempi di crisi ad opera degli stessi che hanno stipulato polizze sanitarie che gli coprono anche i peli del culo.

Un’Europa meno solidale è un’Europa più debole. Gradirei riflessioni su questo tema, ma non dalle solite teste di cavolo, da qualcuno che parli dalla strada, dalla gente.

Ma non mi faccio illusioni, tanto tra un paio di mesi sarà tutto dimenticato e nell’oblìo ci mettiamo anche un porco… (il lettore sagace, completi la frase)

Bene, panem et circenses, dicevano i Romani e già da allora mostravano una certa arguzia, d’altronde gliel’han messi loro i chiodi a Cristo, no?

Non per nulla, nella tivvù spagnola ci si diverte così:

PS: Un besazo a quien leje de San Francisco! 🙂

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Pubblicato da: blanconejo | 9 agosto 2014

Vacanze romane

“Cosa fai per le vacanze?”
“Torno in Italia per un mese”
“E dove vai in vacanza?”
“…”
No, beh, niente vacanze intese come andare fuori quando c’è il picco del bordello dappertutto.
Mi faccio un regalo utile:

Lenti Transitions VII

Lenti Transitions VII

Pubblicato da: blanconejo | 5 agosto 2014

tre cose che guardo

Succede che le cose vanno meglio. Con impegno, certo. L’impegno è fondamentale, bisogna assolutamente continuare così.
E anche il clima delle Canarie ha contribuito non poco. Valori tiroidei a posto. Vista che non è poi così peggiorata, occhiali nuovi, questo sì. E soldi spesi, tanti, guadagnati e spesi. Ma servono a questo.
Questo breve post per dirvi che, alla fine, il detto “tutto è bene quel che finisce bene” è vero in parte. Vi sono cose che non finiscono, nemmeno “fanno dei giri immensi e poi ritornano” piuttosto evolvono verso uno stato d’equilibrio con il quale si riesce a convivere.

Molti mi chiedono tre cose che guardo di una persona. Il bagno, la libreria e la valigia. Il primo dev’essere pulito, la seconda piena di libri letti e la valigia incrostata di adesivi dei viaggi fatti.
Buone vacanze!

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Pubblicato da: blanconejo | 25 aprile 2014

Il mondo è di chi sa guardarlo oltre

Non faccio passare un anno dall’ultimo aggiornamento. La data di oggi è importante, non è “impo” come una sigla o una misera abbreviazione. Già han fatto presente che la Capitale è stata liberata qualche giorno dopo dalle prime battaglie che ci han portato fuori da un periodo oscuro e tragico a livello mondiale.
Prepariamo dunque i cappelletti da tradizione e mettiamoci un bel po’ di sugo che è rosso ed è un colore che mi piace.
Bene, veniamo a noi. Le cose in questo periodo non sono andate un granché bene. Si è verificato un problema di quelli piuttosto rompicoglioni, una malattia autoimmune quindi di quelle che non si “risolvono” con un antibiotico, mi tiene
ancora abbastanza lontano dal video. Ne ho avuto i primi cenni da un anno esatto, quando avevo cominciato anche a mangiare meno schifezze e a dimagrire. Ovviamente, tutti a dirmi “come stai bene, sei dimagrito!” (mai stato ciccione, in verità:)
E siamo fatti così, ci basiamo soprattutto su valutazioni estetiche. Intanto, i miei anticorpi avevano cominciato a fare casino e la mia tiroide a sparare ormoni all’impazzata fino a che non mi sono retto più in piedi. Tiroidite autoimmune.
Quando si è allergici questi auto-anticorpi ci possono stare, anche in maniera quiescente, così come quelli dell’artrite reumatoide, per fare un esempio.
Cosa ho fatto? Ero a Roma e me ne sono tornato a Fuerteventura, in una casa più piccola e con un lavoro più leggero. Ho cominciato a riempire il bicchiere (vuoto, siamo realisti!) con quello che più amavo. Continuandomi a curare, ovvio.
L’organismo è qualcosa di meravigliosamente complesso e, quando percepisce che tutto va bene, può anche autorisolvere un conflitto. Quello che sta succedendo, è proprio questo. Gli anticorpi stanno scendendo anche per il clima costante che c’è sull’Isola, più costante che in Europa, di sicuro. Ciò non toglie che le conseguenze di questa malattia siano piuttosto importanti e meritino la più assoluta cautela nel gestire il follow-up. in genere, qualche anno.
Non lascerò questo blog da solo, anzi, ritengo che il blog sia meglio di qualsiasi socialino per raccontarsi e farsi conoscere. Vi terrò aggiornati, anche se non spesso onde non sforzare la vista.
Se avete un viaggio in preventivo in questi giorni, non mancate questo link (V.) dove è spiegato come fare le valige in maniera che ci stia tutto e non pesino come piombo.

Termino solo con una citazione di una mia amica, indossatela questo giorno e anche gli altri ché sta bene su tutto:
Il mondo è di chi sa guardarlo oltre” (Tea).

Pubblicato da: blanconejo | 30 aprile 2013

dopo tanto tempo

Un po’ che non mi faccio vivo sul blog. Dunque, il 2013 è cominciato così così, con la conoscenza del dentista anche qui.
Non ci facciamo mancare proprio nulla! Mentre sta proseguendo a gonfie vele, è il caso di dirlo. A fine post vedrete un simbolino che vi parrà strano, posso dirvi che vuol dire “Patròn de Embarcaciones de Recreo”. Qui è un titolo, non che me ne importi particolarmente, mi ci posso fregiare e non è poco. Significa per me avere qui un’attivtà che mi permette una certa comtinuità. Qui è estate e il caldo è arrivato puntuale per farci sudare un po’. Meglio così, lo preferisco al freddo delle europee latitudini. Quello che non è cambiato è la connessione schifosetta con la quale scrivo qui, e pazienza, vi sono cose di quest’Isola che compensano ampiamente questi aspetti, cose che ho imparato ad amare.
Spesso dall’italia mi chiedono quando torno. Tornerò quando avrete un Governo eletto. Punto, non c’è altro da dire.

Il 30 Aprile è il 100° Anniversario del primo volo a motore sulle Canarie che avvenne precisamente nel cielo di Guanarteme. Vedo spesso i cieli solcati dalle scie (non chimiche) degli aerei che caricano e scaricano turisti sull’Isola e, che dire, senza quel volo Fuerteventura non sarebbe come la vediamo ora.
Ecco sarebbe il caso di festeggiare il 25 Aprile con lo stesso identico senso. Lo avete fatto?
Visto che c’è un’altra festa importante, celebratela, io mi mangerò i cappelletti al sugo come da tradizione.
E voi?
Buona Festa dei/lle lavoratori/rici.

Patrón_de_Embarcación_de_Recreo

Pubblicato da: blanconejo | 31 dicembre 2012

2012 in compresse

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

The new Boeing 787 Dreamliner can carry about 250 passengers. This blog was viewed about 1.600 times in 2012. If it were a Dreamliner, it would take about 6 trips to carry that many people.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Pubblicato da: blanconejo | 20 dicembre 2012

discorso di fine Mondo

Anticipo il discorso di fine Anno, giusto perché qualcuno nelle profezie ci crede. In verità era già successa nell’Anno Mille, che siamo una Specie credulona questo è poco ma sicuro. Così come è chiaro che se io dico: “il mondo finirà in quella data” nessuno mi può contraddire fino a tale data. Fare una profezia di questo tipo è un gioco da ragazzi.
Che poi la cosa in sé non mi dispiacerebbe nemmeno tanto, visto come vanno le cose nel mondo, il desiderio che si possa ricominciare da zero non è del tutto trascurabile.
Io direi di darcela questa opportunità. Facciamo finta che il mondo sia finito e iniziamo a costruirne uno nuovo. Anche se non è successo niente.

Cichen Itza 24

Cichen Itza 24

Buon Anno nuovo, dunque, ché le buone intenzioni di ciascuno non rimangano tali.

Pubblicato da: blanconejo | 16 novembre 2012

Es un chico!

Due parole su come è andato lo sciopero qui. A parte i ristoranti, molti esercenti han chiuso i battenti tutto il giorno, i supermercati erano deserti, se è stato uno sciopero del consumo è ben riuscito. Le cifre di tutta la Spagna sono: 76,5% di adesioni, di cui un inaspettato 56% nel settore sanitario, calo del consumo di elettricità del 12,5% alle 18:00, qui di due pale eoliche ne funzionava una sola. 155 arresti e 41 feriti. Tra questi, spicca una ragazzo di 13 anni, che si trovava a Tarragona per manifestare con i genitori per la scuola pubblica e ha avuto uno scontro frontale con un manganello che preveniva dalla corsia opposta: un incidente, a detta della polizia. Magari, nel video sotto, si vede qualcosa di diverso. La faccenda ha assunto un carattere internazionale quando su tutti i social era riportata la foto della testa insanguinata di questo pericolosissimo ragazzino che (forse) divulgava stampa eversiva. Non bisogna essere psicologi per capire che ci abbiamo visto tutti il bravo ragazzo che era stato malmenato ingiustamente e ce lo siamo affiliato, nazionalizzato, in altre parole adottato, scrivendo anche che era italiano. C’è stato pure chi ha definito tale forzatura una “bufala” e meriterebbe di essere espulso dall’ordine dei Giornalisti per non fare un distinguo tra una notizia falsa ed una didascalia un po’ esagerata. Come andrà a finire? La Polizia ha avviato le indagini interne e chiesto scusa alla famiglia, alla quale non gliene frega niente giustamente e ha sporto denuncia, così come il padre della ragazza che vedete nell’ultima parte del video, picchiata per avere detto che avevano menato un ragazzino (“Es un chico!“), con tanto di avvocato che mi auguro gli farà un culo rosso come un babbuino. Vaffanculo, avrà pensato: viene l’agente che ha fatto la cazzata a casa mia e si scusa da uomo, se tale pensa di essere, poi vediamo. Resta l’amara constatazione che l’Europa è sempre più teatro di tensione sociale e un unico Stato di Polizia dove, qualche agente, sembra proprio lì per menare le mani, invece che evitare violenza.

Pubblicato da: blanconejo | 13 novembre 2012

Sciopero?

Lo sciopero di domani, tanti motivi per farlo, tanti per non farlo. Dei primi, uno che ritengo fondamentale e riguarda tutta Europa, un’Europa che va in pezzi per avere avuto una crescita non sostenibile. Stranamente lo han detto in Tv su LaSexta noticias: Privatizzare, diamo un nome alle cose, vuol dire vendere. Vendere la Salute, l’Istruzione, la Cultura, lo Stato. Se siamo d’accordo possiamo anche far finta di niente. Altrimenti, dobbiamo prendere una posizione.
Non è detto che dobbiamo sfilare in strada, con i cartelli, etc.. Domani è giorno di riposo per me, però sciopero come consumatore. Niente spesa, niente colazione fuori, stacco pure l’elettricità, qui lo posso fare. Che saranno le cose che non mi potrò permettere quando lo Stato non ci sarà, o si farà pagare per funzionare. Creiamo adesso lo scenario di un domani
che si prospetta tutt’altro che roseo, tanto per far vedere a chi di dovere quanto sono miopi e sbagliate certe scelte.

Pubblicato da: blanconejo | 9 novembre 2012

ed è Merdaday!

Un giorno come questo, il nove Novembre otto anni or sono, tre blogger si raccontavano le loro sventure e, notando la coincidenza di queste decisero di aprire un blog. Così fu istituito il “Merdaday” o “Mierdadìa” come suol dirsi nell’idioma di qui. Allora, ecco un post programmato all’uopo per ricordarcelo con un orario messo lì alla cazzo per fare finta che stia scrivendo veramente e non lavorando.
Vediamo la definizione di Merdaday: Un giorno in cui le cose sono andate particolarmente male, peggio del prevedibile per eventi superiori alla nostra portata portando problemi che non potevamo risolvere noi.
Pensate quindi ad un giorno degli ultimi 366 che corrisponde a queste caratteristiche, alla fragranza inequivocabile di quella sostanza nell’aria, impalpabile presenza, non come la scureggia che avete appena fatto, così è facile. Se le mosche si stanno appoggiando sul video siete sulla buona strada. Fatto questo potete rimembrare la merdosa giornata e farne un post dal titolo “Merdaday”. Non si vince nulla, se non aver condiviso con la blogsfera che anche voi avete avuto un Merdaday. Vi sentirete meno soli, forse.
Vediamo, potrei raccontarvi di quel giorno in cui non partì l’aereo perché non era in condizioni ottimali, due ore in aeroporto per sapere che fine avrei fatto e il ritorno a casa sul bus per il quale avevo un biglietto obsoleto. Non “obliterato” ho scritto “obsoleto” (il lettore immagini Cristi a schiera). Come se io durante mesi in Spagna andavo a vedere quando l’Acotral aggiornava i suoi cazzo di biglietti. E mi è toccato pagare pure la multa. Merdaday! Certo, se l’aereo si fosse alzato in volo lo stesso, forse non starei qui a raccontarvelo. Non tutti i merdaday vengono per nuocere, la maggior parte rompe le palle
e poi se ne va. Sì, perché questa è la caratteristica del merdaday: ha ventiquattrore di tempo, poi lascia spazio al prossimo giorno. Lasciando quell’inconfondibile aroma di merda.
Ricordatevi: 9 Novembre: Merdaday!

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